A 12 anni Jerome Caruso capì cosa avrebbe fatto da grande. Fu quando un amico di suo padre lo introdusse all'industrial design e venne a sapere di un concorso indetto da General Motors per la realizzazione di un prototipo di vettura futuristico. "Per mesi, al ritorno da scuola, scendevo in cantina a lavorare," ricorda Caruso, "sviluppavo il modello in creta della vettura e trasferivo il progetto su un blocco di legno, scolpendolo a mano. In quel periodo della mia vita capii che cosa volevo fare, soprattutto dopo aver vinto il concorso."
Caruso raffinò le sue doti in Europa, negli anni '60. Si laureò all'università di Copenhagen, e mentre studiava lavorava anche nel più importante ufficio progettuale della città. L'approccio ricettivo al design europeo lasciò un'impressione indelebile in me," rammenta Caruso.
Deciso a proseguire da solo, lavorò a numerosi progetti in Scandinavia; all'età di 26 anni aprì uno studio a Bruxelles con clienti provenienti da Belgio, Inghilterra, Francia e Germania. In seguito ritornò negli Stati Uniti e anche qui aprì uno studio da solo. I suoi progetti spaziano dal lancio di Motorola nella produzione di moduli orologio LCD alla progettazione e ingegnerizzazione della prima sedia impilabile completamente prodotta a macchina per il mercato degli appalti statunitense (che ora è esposta nella collezione American Arts presso il Chicago Art Institute)
Caruso è noto soprattutto per essere, da oltre vent'anni, l'unico designer di Sub-Zero, responsabile dell'intera linea di queste sofisticate icone della refrigerazione, tra cui non possiamo dimenticare le cantine vini. Suo è il rivoluzionario sistema a cassetti e armadietti di Sub-Zero, acclamato nel '95 dalla rivista Time come uno dei 10 migliori prodotti dell'anno. Per il debutto di Wolf, nel 2002, compagna aziendale di Sub-Zero, ha disegnato 25 nuove cucine in 18 mesi.
Con oltre 75 brevetti di design a suo credito, Caruso ha un approccio diretto e ama occuparsi di tutto: progettazione, disegno, prototipo e ingegnerizzazione. "Più grande è la sfida, maggiore è il piacere di trovare la soluzione," dice Caruso. Attratto in modo particolare dalle sedie, ricorda ancora l'impegno che gli richiese la creazione di Reaction, la sedia ad alte prestazioni disegnata per Herman Miller insieme al figlio Steven, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti.
Ma la sedia Celle di Herman Miller è stata quella che mi ha gratificato maggiormente. All'inizio avevo pensato a una superficie 'intelligente' ad alto contenuto tecnologico che rappresentasse il non plus ultra in termini di comfort di seduta. Mi immaginai centinaia di piccole cellule, ciascuna formata da un cuscinetto che racchiudeva al suo interno un'ansa elastica in grado di sostenere e rispondere alle diverse aree anatomiche. Dopo anni di sviluppo e sperimentazione la sedia Celle cominciava finalmente ad assomigliare al progetto originale.
Oggi, nel suo spazioso studio con soffitto a vetro a Lake Forest, Illinois, Caruso continua a trarre dal design lo stesso piacere che provò quando, ancora ragazzo, scoprì per la prima volta quel mondo. Il mio obiettivo è sempre stato quello di avvicinare funzionalità e arte in prodotti dalle prestazioni superbe e dall'estetica affascinante," conclude Caruso.